Link building

Gennaio 24, 2026
Web marketing

Indice dei Contenuti

La link building è l’attività SEO con cui un sito acquisisce backlink, cioè collegamenti provenienti da altri siti web verso le proprie pagine. L’obiettivo non è accumulare link, ma ottenere citazioni pertinenti e credibili che abbiano una reale motivazione editoriale e aiutino utenti e motori di ricerca a comprendere meglio il valore e il contesto di una risorsa.

Una strategia efficace parte quindi da una domanda diversa da “quanti backlink possiamo ottenere?”: quali pagine meritano di essere citate, da quali fonti e per quale motivo? La qualità della pagina che riceve il link, la pertinenza della fonte, il contesto editoriale e il modo in cui il collegamento viene acquisito sono più importanti del semplice numero di backlink.

Cos’è la link building

La link building rientra nella SEO off-page, cioè nell’insieme delle attività che contribuiscono alla visibilità di un sito attraverso segnali e relazioni sviluppati al di fuori del dominio stesso.

Un backlink viene creato quando una pagina esterna inserisce un collegamento verso una risorsa del nostro sito. Quel collegamento può servire a citare una fonte, approfondire un argomento, indicare uno strumento, documentare un dato o suggerire una risorsa utile al lettore.

È proprio questa relazione editoriale a fare la differenza: un link inserito perché completa realmente il contenuto è molto diverso da un collegamento aggiunto esclusivamente per tentare di influenzare il ranking.

Link building, backlink e internal linking

Un backlink proviene da un dominio esterno. L’internal linking riguarda invece i collegamenti tra pagine dello stesso sito.

Le due attività lavorano insieme. Un backlink può rafforzare una specifica risorsa, mentre una buona struttura di collegamenti interni permette di distribuire l’attenzione verso altre pagine correlate e di chiarire l’architettura tematica del sito.

Per questo motivo non è sempre necessario far puntare direttamente i backlink verso una pagina commerciale: una guida autorevole o un hub informativo possono risultare più naturali da citare e collegare successivamente le pagine di servizio attraverso internal link pertinenti.

Link building, link acquisition e link earning

La link building rappresenta il quadro strategico complessivo. La link acquisition comprende le attività operative utilizzate per trovare e ottenere nuove opportunità di collegamento.

Il link earning descrive invece i backlink ottenuti spontaneamente perché una risorsa viene ritenuta utile, originale o autorevole da altri autori.

Nella pratica le tre aree spesso si sovrappongono: una ricerca originale può essere promossa attraverso outreach e Digital PR e, una volta acquisita visibilità, continuare successivamente a ricevere citazioni spontanee.

Perché i backlink sono importanti per la SEO

I collegamenti fanno parte della struttura stessa del web. Google utilizza i link per scoprire nuove pagine e comprendere le relazioni tra contenuti. Nella propria documentazione sulle best practice relative ai link, Google indica esplicitamente che i collegamenti vengono utilizzati per trovare pagine e comprenderne la pertinenza.

Il principio storico alla base di questa valutazione è legato al PageRank: una pagina citata da altre risorse può ricevere un segnale esterno che contribuisce alla sua valutazione complessiva.

Questo non significa che i backlink possano sostituire contenuto, intento di ricerca, struttura tecnica o qualità della pagina. La link building funziona meglio quando sostiene pagine che hanno già un motivo concreto per posizionarsi.

Link e query competitive

La differenza tra due pagine entrambe valide può diventare particolarmente evidente nelle SERP competitive. Quando contenuti, struttura e intento sono comparabili, la presenza di citazioni pertinenti da fonti credibili può contribuire a rafforzare la pagina.

Per questo la link building è spesso più efficace su URL già indicizzati, ben ottimizzati e vicini alle posizioni utili rispetto a pagine ancora immature o poco allineate alla query.

Come riconoscere un backlink di qualità

Non esiste una singola metrica capace di stabilire se un backlink sia valido. Domain Rating, Authority Score, Trust Flow, Zoom Authority e altre metriche proprietarie sono utili per il confronto, ma devono essere accompagnate da una valutazione manuale.

Un buon backlink nasce dall’interazione di più elementi:

ElementoSegnale positivoSegnale da approfondire
PertinenzaFonte e pagina trattano temi compatibili con la destinazione.Il sito non ha alcuna relazione evidente con l’argomento.
Qualità editorialeContenuti curati, aggiornati e pensati per un pubblico reale.Articoli generici pubblicati principalmente per ospitare link.
VisibilitàIl dominio e la pagina mostrano segnali plausibili di presenza organica e pubblico.Dominio apparentemente autorevole ma senza reale visibilità.
ContestoIl link approfondisce naturalmente il paragrafo in cui è inserito.Collegamento aggiunto senza una reale funzione per il lettore.
Anchor textDescrittiva, leggibile e coerente con la frase.Keyword commerciale ripetuta artificialmente su molti domini.
Pagina sorgentePagina indicizzabile, tematica e con una finalità editoriale chiara.Pagina costruita quasi esclusivamente per distribuire collegamenti.
PermanenzaLa pagina rimane accessibile e mantenuta nel tempo.Contenuti destinati a sparire rapidamente o domini instabili.

Pertinenza tematica

La pertinenza va valutata a più livelli: dominio, sezione, pagina, paragrafo e URL di destinazione.

Un piccolo portale verticale molto vicino al settore può risultare più interessante di un dominio genericamente forte che non possiede alcuna relazione con l’argomento trattato.

Anchor text

L’anchor text è il testo cliccabile del collegamento. Deve aiutare il lettore a capire cosa troverà dopo il clic.

Non è necessario costruire percentuali artificiali di anchor branded, esatte o parziali. Il principio più sicuro è lasciare che il testo del link sia coerente con la frase e con il contesto editoriale.

Una ripetizione sistematica della stessa keyword commerciale su numerosi siti può invece produrre un pattern innaturale.

Come fare link building: processo operativo

Una campagna efficace dovrebbe seguire una sequenza precisa, evitando di iniziare direttamente dalla ricerca di siti disponibili a pubblicare link.

  1. Analizzare il profilo backlink esistente. Verificare domini referenti, pagine collegate, anchor text, link persi e storico del sito.
  2. Studiare i competitor reali in SERP. Non soltanto i competitor commerciali, ma i domini che occupano le posizioni che vogliamo raggiungere.
  3. Individuare le pagine obiettivo. Selezionare URL strategici già validi per contenuto, intento e struttura.
  4. Individuare o creare asset linkabili. Guide, dati, strumenti, ricerche, template e risorse che forniscano un motivo concreto per essere citate.
  5. Costruire il prospecting. Cercare siti, autori, giornalisti, associazioni e pagine che potrebbero realmente essere interessati alla risorsa.
  6. Svolgere outreach e Digital PR. Presentare il contenuto in funzione dell’interesse della fonte, non soltanto della necessità SEO.
  7. Monitorare link e risultati. Verificare permanenza, qualità delle fonti, visibilità degli URL sostenuti, traffico referral e risultati organici.

Strategie di link building

Non esiste una singola tecnica adatta a ogni settore. Le strategie più efficaci dipendono dalla natura del sito, dal contenuto disponibile e dalle relazioni che è possibile sviluppare.

Linkable asset e contenuti citabili

Un linkable asset è una risorsa progettata per offrire qualcosa che altri autori possano citare o riutilizzare.

Esempi efficaci possono essere:

  • ricerche e dati originali;
  • benchmark di settore;
  • strumenti e calcolatori;
  • template e modelli scaricabili;
  • guide tecniche approfondite;
  • glossari verticali;
  • tabelle comparative;
  • statistiche aggiornate;
  • mappe, grafici e visualizzazioni riutilizzabili.

La lunghezza del contenuto non è sufficiente. Una risorsa diventa linkabile quando contiene un elemento preciso che un altro autore ha realmente interesse a citare.

Analisi backlink dei competitor e link gap

L’analisi dei competitor permette di individuare quali pagine ottengono backlink, da quali fonti e soprattutto perché quei collegamenti sono stati creati.

La link gap analysis non dovrebbe limitarsi a esportare una lista di domini. Ogni opportunità va verificata aprendo la pagina sorgente e comprendendo il contesto della citazione.

Una fonte che linka tre competitor potrebbe rappresentare un’opportunità; potrebbe però trattarsi anche di una partnership, di un vecchio evento o di un’iniziativa non replicabile. La verifica manuale evita di trasformare il link gap in una semplice lista di email.

Broken link building

La broken link building consiste nell’individuare collegamenti verso risorse non più disponibili e proporre al publisher un’alternativa aggiornata e realmente equivalente.

Funziona quando la sostituzione migliora concretamente la pagina del publisher. Segnalare un link rotto e proporre una risorsa fuori tema raramente produce risultati.

Resource page link building

Molti siti mantengono pagine che raccolgono strumenti, fonti, guide o risorse utili su uno specifico argomento.

Quando un contenuto offre qualcosa che manca realmente alla raccolta, è possibile proporne l’inclusione. Anche in questo caso la richiesta dovrebbe partire dal valore per il lettore della pagina e non dalla semplice necessità di ottenere un backlink.

Skyscraper technique

La cosiddetta Skyscraper Technique parte da una risorsa che ha già ottenuto numerosi backlink: si studia perché viene citata, si crea un contenuto significativamente migliore o più aggiornato e si contattano le fonti potenzialmente interessate.

La tecnica ha senso soltanto quando il miglioramento è reale. Riscrivere lo stesso contenuto con qualche paragrafo in più non offre normalmente una ragione sufficiente per modificare un link esistente.

Recupero di menzioni senza link

Quando un sito cita già il brand, un prodotto, un autore o una ricerca senza collegamento, esiste una relazione editoriale già avviata.

È possibile contattare l’autore e suggerire una pagina che completi realmente il riferimento. La destinazione non deve essere necessariamente la homepage: spesso una risorsa specifica rende la richiesta più utile e naturale.

Recupero delle attribuzioni di immagini e dati

Grafici, fotografie, infografiche e visualizzazioni originali vengono talvolta riutilizzati da altri siti senza un collegamento alla fonte.

Quando il materiale è realmente proprietario, è possibile chiedere che venga indicata correttamente la fonte con una citazione o un collegamento pertinente.

Guest posting e contributi editoriali

Un contributo su un sito esterno può essere utile quando nasce da una reale collaborazione editoriale e offre un contenuto pensato per il pubblico della testata.

Il guest posting non dovrebbe diventare una produzione industriale di articoli contenenti anchor commerciali. Google include tra gli esempi di link spam gli articoli, guest post e comunicati stampa utilizzati su larga scala con link ottimizzati principalmente per trasferire segnali di ranking.

Se il posizionamento è stato acquistato o sponsorizzato, il collegamento deve essere qualificato correttamente.

Digital PR e richieste dei giornalisti

La Digital PR mira a ottenere copertura editoriale attraverso dati, notizie, analisi, commenti di esperti e storie rilevanti per giornalisti e publisher.

Il link non dovrebbe essere il punto di partenza della proposta. Prima viene l’interesse editoriale; la citazione può arrivare come conseguenza naturale quando la pagina rappresenta la fonte del dato o dell’approfondimento.

Anche rispondere alle richieste di giornalisti e autori in cerca di fonti esperte può generare citazioni editoriali difficili da replicare con le tecniche più tradizionali.

Outreach: come chiedere un backlink

L’outreach è il contatto diretto con autori, publisher, webmaster e giornalisti potenzialmente interessati alla risorsa.

Una richiesta efficace dovrebbe rispondere immediatamente a tre domande:

  • perché stiamo contattando proprio quella persona;
  • quale contenuto specifico abbiamo letto;
  • in che modo la nostra risorsa migliora o completa quella pagina.

Le richieste generiche inviate a centinaia di destinatari hanno normalmente una probabilità di successo molto inferiore rispetto a un prospecting accurato.

Anche le relazioni costruite nel tempo hanno un peso operativo importante: è più facile ottenere attenzione da un autore che conosce già il brand, ha utilizzato in passato i suoi dati o ha avuto interazioni precedenti rispetto a una richiesta completamente a freddo.

Quanto costa fare link building

Non esiste un prezzo standard per un backlink di qualità. Il costo reale di una strategia può includere analisi, produzione dei contenuti, ricerca delle fonti, outreach, Digital PR, gestione delle relazioni e monitoraggio.

Due link apparentemente simili possono avere costi molto differenti perché richiedono attività completamente diverse. Una citazione ottenuta attraverso una ricerca proprietaria può richiedere settimane di produzione e PR; una partnership editoriale può prevedere un accordo commerciale; il recupero di una menzione già esistente può richiedere soltanto il contatto con l’autore.

Valutare una campagna esclusivamente attraverso il “prezzo per link” rischia quindi di incentivare quantità e standardizzazione invece di pertinenza e qualità.

Prima di definire il budget conviene stabilire quali pagine devono essere sostenute, quanto valore può generare il loro miglioramento e quali modalità di acquisizione sono realistiche nel settore.

Link follow, nofollow, sponsored e UGC

Gli attributi rel permettono di specificare a Google la natura di determinati collegamenti.

  • rel="sponsored": indicato per pubblicità, placement e link che derivano da un accordo economico;
  • rel="ugc": indicato per collegamenti inseriti dagli utenti, ad esempio nei commenti o nei forum;
  • rel="nofollow": utilizzabile quando non si vuole associare pienamente il proprio sito alla pagina collegata e negli altri casi previsti dalla documentazione Google.

Google tratta questi attributi come indicazioni per comprendere la natura dei link. Per i collegamenti pubblicitari o acquistati Google raccomanda rel="sponsored"; nofollow rimane comunque accettabile per qualificare questi link.

Un profilo credibile non dovrebbe quindi essere valutato semplicemente contando quanti backlink risultano “follow”. Anche link correttamente qualificati possono generare traffico, brand awareness e relazioni editoriali.

Link building e norme Google: cosa evitare

Google definisce link spam la creazione di link verso o da un sito principalmente allo scopo di manipolare il ranking.

Le norme relative allo spam di Google includono tra gli esempi:

  • acquisto o vendita di link che trasferiscono segnali di ranking;
  • scambi di link eccessivi;
  • programmi automatizzati per creare backlink;
  • directory e social bookmarking di bassa qualità;
  • link con anchor commerciali inseriti in articoli e comunicati distribuiti principalmente a fini SEO;
  • link sitewide inseriti in footer o template con finalità manipolative;
  • comment spam e forum spam;
  • contenuti di scarso valore creati soprattutto per ospitare backlink.

Acquisto di backlink

Pagare per una pubblicazione o una sponsorizzazione non è di per sé vietato sul web. Il problema nasce quando il pagamento viene utilizzato per trasferire artificialmente segnali di ranking.

Google specifica che i link derivanti da accordi pubblicitari o commerciali devono essere qualificati con rel="sponsored" oppure rel="nofollow".

PBN e link farm

Le Private Blog Network e le link farm vengono costruite principalmente per controllare la pubblicazione di collegamenti.

Template ripetuti, siti senza pubblico reale, contenuti generici, domini utilizzati quasi esclusivamente per ospitare guest post e pattern di collegamento ricorrenti sono segnali che richiedono particolare attenzione.

Una metrica elevata del dominio non rende automaticamente affidabile una fonte di questo tipo.

Il numero di link acquisiti in poco tempo è un problema?

Non necessariamente. Una ricerca, una notizia o una campagna di Digital PR può generare numerosi backlink in pochi giorni in modo completamente naturale.

È quindi più utile analizzare origine, contesto e motivazione dei link rispetto a tentare di mantenere artificialmente una determinata “velocità di crescita”.

Backlink audit e Disavow

Un backlink audit permette di ricostruire la storia esterna del sito e individuare eventuali vecchie attività manipolative.

Google specifica però che lo strumento Disavow è una funzione avanzata che deve essere utilizzata con cautela. Nella maggior parte dei casi Google è in grado di valutare autonomamente quali link considerare e la maggior parte dei siti non necessita di utilizzare il Disavow.

Il suo utilizzo ha senso soprattutto quando:

  • esiste una quantità considerevole di backlink spam, artificiali o di bassa qualità;
  • questi link sono stati generati attraverso precedenti attività manipolative;
  • il sito ha ricevuto oppure rischia concretamente di ricevere un’azione manuale per link non naturali.

Escludere indiscriminatamente backlink solo perché un tool assegna loro una metrica bassa può eliminare anche collegamenti legittimi.

Strumenti per analizzare backlink e opportunità

Gli strumenti permettono di velocizzare l’analisi, ma non sostituiscono la verifica editoriale.

Tra quelli più utilizzati troviamo:

  • Google Search Console: per osservare collegamenti rilevati da Google e andamento organico delle pagine;
  • Ahrefs: per backlink, domini referenti, link gap e analisi delle pagine più linkate;
  • Semrush: per backlink audit, competitor analysis e prospecting;
  • Majestic: per analisi della rete di collegamenti e metriche come Trust Flow;
  • SEOZoom: per analisi competitiva e metriche dedicate al mercato italiano;
  • Google Alerts: utile per individuare nuove menzioni del brand o di specifici argomenti;
  • Screaming Frog: utile per controllare redirect, collegamenti interni, errori e dispersioni sulle pagine che ricevono backlink.

Come misurare una campagna di link building

Il numero di backlink ottenuti descrive l’attività svolta, non necessariamente il risultato prodotto.

Una valutazione più completa dovrebbe osservare:

  • nuovi domini referenti pertinenti;
  • qualità e permanenza delle pagine sorgenti;
  • andamento degli URL che ricevono o beneficiano dei link;
  • impressioni e clic organici;
  • query entrate o migliorate nelle SERP;
  • traffico referral;
  • lead e conversioni delle pagine sostenute;
  • link persi nel tempo.

Se aumentano i backlink ma le pagine obiettivo non migliorano per visibilità, query o traffico qualificato, è necessario verificare se il problema riguarda le fonti, gli URL scelti, il contenuto oppure la strategia SEO complessiva.

Link building e Digital PR

Link building e Digital PR possono collaborare, ma non sono la stessa attività.

La link building parte generalmente da un obiettivo SEO e ricerca opportunità di citazione pertinenti. La Digital PR parte invece dalla capacità di produrre una storia, un dato o un contributo interessante per giornalisti e publisher.

Una campagna Digital PR può generare backlink molto autorevoli, ma anche menzioni del brand, traffico referral e riconoscibilità. Non tutte le menzioni devono necessariamente diventare link per avere un valore di comunicazione.

Menzioni del brand senza backlink

Una menzione senza collegamento non deve essere considerata automaticamente equivalente a un backlink dal punto di vista SEO.

Può però avere valore per brand awareness, reputazione, traffico indiretto e future opportunità editoriali. Inoltre rappresenta spesso una delle occasioni più semplici per chiedere un collegamento quando esiste una risorsa realmente utile da associare alla citazione.

Quando conviene investire nella link building

La link building ha maggiore priorità quando il sito dispone già di:

  • pagine solide e correttamente indicizzate;
  • contenuti allineati all’intento di ricerca;
  • una struttura interna coerente;
  • buone performance tecniche;
  • URL strategici con reale potenziale di crescita;
  • un sistema di misurazione dei risultati.

Se una pagina deve ancora essere completamente riscritta, presenta problemi tecnici o non soddisfa l’intento della query, acquistare o acquisire backlink prima di correggerla rischia di rendere l’investimento poco efficiente.

Come scegliere un servizio di link building

Un servizio professionale non dovrebbe presentare la link building come un catalogo di domini da cui scegliere.

Prima di affidare una campagna è utile chiedere:

  • come vengono selezionate le fonti;
  • come viene verificata la pertinenza tematica;
  • quali metriche vengono utilizzate e quali controlli manuali vengono effettuati;
  • come vengono selezionate le pagine obiettivo;
  • come vengono gestite le anchor text;
  • se vengono creati contenuti linkabili;
  • come vengono qualificati eventuali placement sponsorizzati;
  • come vengono misurati i risultati;
  • come vengono gestiti link persi o pubblicazioni modificate.

Diffidare invece di promesse basate esclusivamente sul numero di backlink, su metriche proprietarie o su risultati garantiti in posizioni precise.

Esempi di link building

Link building per un’azienda B2B

Un’azienda B2B può pubblicare benchmark, report tecnici, ricerche proprietarie, template e documentazione utilizzabile da professionisti del settore. La promozione può rivolgersi a magazine verticali, associazioni professionali, fornitori complementari e giornalisti specializzati.

Link building per un ecommerce

Per un ecommerce possono funzionare guide alla scelta, comparatori, dati sulle tendenze di acquisto, guide tecniche sui materiali, strumenti di configurazione e contenuti in grado di rispondere a domande che interessano blogger e magazine di settore.

Link building locale

Per un’attività locale le fonti più naturali possono essere giornali territoriali, associazioni di categoria, partner, eventi, iniziative locali e portali cittadini realmente curati.

Il valore deriva dalla relazione geografica e reale con l’attività, non dalla semplice presenza del nome della città nel dominio sorgente.

Domande frequenti sulla link building

La link building serve ancora?

Sì. I link continuano a essere utilizzati dai motori di ricerca per scoprire pagine e comprendere relazioni e pertinenza. Il loro effetto deve però essere valutato insieme a contenuto, intento, struttura tecnica e qualità complessiva del sito.

Meglio pochi backlink o molti backlink?

Il numero da solo dice poco. È generalmente preferibile ottenere citazioni pertinenti e stabili da fonti credibili rispetto a un volume elevato di collegamenti senza un reale contesto editoriale.

Quanto costa un backlink?

Non esiste un prezzo standard. Il costo dipende dalla tipologia di attività, dalla fonte, dal lavoro necessario per creare il contenuto e dalla modalità di acquisizione. Valutare esclusivamente il prezzo per singolo link può portare a privilegiare quantità invece di qualità.

Si possono comprare backlink?

Un placement pubblicitario o sponsorizzato è possibile, ma se deriva da un accordo economico il link deve essere qualificato correttamente, ad esempio con rel="sponsored" o rel="nofollow". Comprare link che trasferiscono segnali di ranking con l’obiettivo di manipolare i risultati viola le norme Google sul link spam.

I backlink nofollow sono inutili?

No. Possono generare traffico, visibilità e relazioni editoriali. Google utilizza inoltre nofollow, sponsored e UGC come indicazioni sulla natura dei collegamenti, quindi una strategia non dovrebbe essere valutata esclusivamente attraverso la quantità di link follow.

Il guest posting è sicuro?

Un contributo editoriale autentico e utile al pubblico del sito ospitante non è automaticamente problematico. Diventa rischioso quando viene prodotto su larga scala principalmente per ottenere link, soprattutto con anchor commerciali ripetitive o placement pagati non qualificati correttamente.

Devo usare il Disavow per i backlink spam?

Nella maggior parte dei casi no. Google indica che la maggioranza dei siti non ha bisogno dello strumento. Va valutato soprattutto in presenza di grandi quantità di link artificiali associate a precedenti pratiche manipolative e a un’azione manuale, o al rischio concreto di riceverne una.

Quanto tempo serve per vedere i risultati?

Non esiste un periodo valido per ogni sito. Dipende da concorrenza, stato iniziale della pagina, frequenza di scansione, qualità delle fonti e quantità di dati disponibili. Gli effetti devono essere valutati su un periodo sufficientemente lungo da distinguere variazioni normali della SERP da un miglioramento consistente.

Una pagina commerciale può ricevere backlink?

Sì, quando esiste una reale ragione editoriale per citarla. Nella pratica, però, guide, ricerche, strumenti e contenuti informativi risultano spesso più semplici da promuovere. Il valore acquisito può successivamente sostenere altre pagine attraverso una struttura di internal linking coerente.

Hai bisogno di valutare la tua strategia di link building?

Prima di acquisire nuovi backlink è utile capire quali pagine hanno reale potenziale, come si posiziona il profilo del sito rispetto ai competitor e quali fonti possono produrre un segnale coerente con il settore.

Per analizzare il profilo backlink attuale, individuare le opportunità e definire un piano di acquisizione sostenibile puoi contattare Overstep.

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