Credi in te stesso quando scrivi; dubitane, come un nemico, quando ti rileggi. (Ugo Ojetti)

Parole sante! Innegabili per ogni tipo di scrittura, anche quella più “moderna” che ci vede ormai sempre più protagonisti in rete. Il cosiddetto web writing prevede delle regole tutte sue, è vero, ma si tratta pur sempre di scrittura che deve attingere a princìpi consolidati.

Cosa vuol dire scrivere per il web?

La rete è sicuramente il mezzo più immediato e largamente utilizzato per farsi conoscere da un pubblico molto vasto, sia in veste di azienda/professionista attraverso un proprio sito internet, sia in qualità di singolo individuo attraverso un blog. E nell’oceano di informazioni che ci offre Internet, far leggere – e quindi far trovare – il proprio messaggio è già di per sé complicato; se poi non si è in grado di sfruttare al meglio il mezzo, la situazione non migliora di certo.

Per questo è tanto fondamentale mettersi nei panni del lettore (capire cosa cerca e anticipare i suoi desideri, catturare la sua attenzione e coinvolgerlo) quanto adattarsi agli strumenti di fruizione da lui utilizzati (non vogliamo che si distragga, che chiuda la pagina spaventato o che gli si abbassi la vista se legge spesso dallo smartphone!).

Quindi non ci resta che fare largo alle idee, senza dimenticare, però, quelle che sono le insidie del mestiere e che possono distinguerci dagli altri in maniera del tutto negativa. Ora vediamo insieme cosa è bene riparmiare al nostro lettore, cosa ci può allontanare da lui e da una scrittura efficiente ed efficace.

Quali sono gli errori da evitare?

Se “anche l’occhio vuole la sua parte”…

  • Errori tipografici e di impaginazione: be’, sono le prime brutture che indubbiamente saltano all’occhio e che possono rendere lenta e difficile la lettura di un testo. Pensiamo alla dimensione del carattere, alla font stessa e al suo stile. Mai esagerare, quindi, con corsivi, grassetti, maiuscoli eccetera, e prestare attenzione alla struttura del testo nella divisione in paragrafi per far respirare il lettore e il testo stesso.

“Che barba che noia, che noia che barba”…

  • Errori nella stesura dei contenuti: anche in questo caso gli eccessi non aiutano. È dunque meglio evitare testi esageratamente lunghi o sintetici, periodi troppo arzigogolati o ridotti all’osso, informazioni poco chiare, contenuti che saltano di palo in frasca e rimescolamenti dovuti a un pessimo copia-incolla. Obiettivi: originalità, sostanza, completezza e utilità.

“Io speriamo che me la cavo”…

  • Errori di linguaggio: non si tratta solo di errori ortografici e grammaticali. Certo, è essenziale evitarli, ma il refuso scappa anche al miglior dattilografo. Conoscere la lingua con cui si scrive è d’obbligo, e usare le parole che fanno parte del nostro vocabolario, anziché riempire il testo di termini stranieri o di tecnicismi sconosciuti ai più, può creare un legame più immediato con il nostro lettore.

Come evitarli?

La parola magica è leggere. E leggere vuol dire approfondire le nostre conoscenze, acquisirne di nuove, entrare in sintonia con diversi stili, capirne i punti di forza o le debolezze per poter essere in grado di individuare le cose che non funzionano nella nostra scrittura e migliorare quelle che funzionano. E per riprendere la citazione di apertura, non dimentichiamoci di rileggerci: un testo pieno di errori è poco professionale e sicuramente inefficace.

Ora, non vi resta che fare le pulci a questo post!