Google può mostrare risultati diversi per la stessa ricerca in base alla località, alla lingua, al dispositivo, alla personalizzazione e al momento in cui viene effettuata. Per un sito aziendale, la posizione osservata dal titolare o da un responsabile marketing può quindi differire da quella vista da un cliente in un’altra città. Per interpretare queste differenze occorre confrontare le ricerche in condizioni equivalenti, prima di attribuirle a cambiamenti del posizionamento o della visibilità organica.
I fattori che modificano i risultati Google
Nella SERP, cioè la pagina dei risultati di ricerca, possono cambiare sia l’ordine dei link sia la presenza e la disposizione di risultati locali, video e altri blocchi di contenuto.
Posizione geografica, lingua e dispositivo
La posizione geografica, la lingua della ricerca e il dispositivo utilizzato fanno parte del contesto con cui Google interpreta una query. Per questo un’azienda che cerca la propria parola chiave dall’ufficio di Bologna può vedere risultati localizzati diversi da quelli di un utente a Palermo, soprattutto per ricerche come commercialista, idraulico o agenzia immobiliare, che presentano un intento locale.
Anche la lingua può modificare i risultati. Google determina automaticamente le lingue dei risultati di ricerca considerando la lingua della query, le impostazioni dell’utente e la località. La lingua dell’interfaccia non coincide necessariamente con quella delle pagine mostrate. Tra smartphone e desktop possono inoltre variare l’impaginazione e i blocchi visualizzati prima dei link web, con effetti sulla posizione percepita di un sito.
Per verificare quale località Google sta utilizzando, scorri fino in fondo alla pagina dei risultati e controlla la posizione indicata. Se non corrisponde a quella effettiva, puoi utilizzare il collegamento disponibile per aggiornarla oppure verificare le autorizzazioni di geolocalizzazione del browser e del dispositivo. Google può stimare l’area geografica anche attraverso l’indirizzo IP della connessione.
Account Google e cronologia delle ricerche
Quando sono attivi i Suggerimenti personalizzati, Google può utilizzare informazioni dell’Account Google, come la cronologia delle ricerche, per adattare alcuni risultati agli interessi dell’utente. Forme di personalizzazione possono intervenire anche senza aver effettuato l’accesso. La personalizzazione, comunque, non interessa necessariamente tutte le ricerche.
Quando viene applicata, può modificare l’ordine dei singoli risultati oppure quello dei blocchi di contenuto. Per esempio, chi consulta frequentemente video su un determinato argomento potrebbe trovare i risultati video prima dei collegamenti alle pagine web. Per verificare il posizionamento di un sito è quindi opportuno distinguere le ricerche personalizzate da quelle effettuate senza personalizzazione.
Momento della ricerca e aggiornamenti dei risultati
Due ricerche identiche eseguite a distanza di minuti o ore possono produrre risultati diversi. Google aggiunge continuamente nuovi contenuti al proprio indice e aggiorna i sistemi di ranking. Inoltre, le modifiche vengono distribuite tra diversi data center, con tempi di implementazione che possono variare.
Se il titolare di un sito modifica il titolo di una pagina, la nuova formulazione potrebbe non comparire subito nei risultati: Google deve prima effettuare una nuova scansione ed elaborare la modifica, e può scegliere un titolo differente da quello impostato. Una verifica immediata non consente quindi di stabilire gli effetti dell’intervento.
Come visualizzare risultati Google non personalizzati
Per visualizzare una ricerca senza personalizzazione è possibile selezionare, quando disponibile, il collegamento «Prova senza risultati personalizzati» in fondo alla pagina. Questo controllo permette di confrontare i risultati della stessa query senza gli effetti della personalizzazione. Google fornisce ulteriori indicazioni sul funzionamento dei Suggerimenti personalizzati.
La scelta riguarda la singola ricerca e non modifica le impostazioni dell’account. Per disattivare stabilmente la personalizzazione, accedi al tuo Account Google e seleziona Dati e privacy → Impostazioni di personalizzazione → Suggerimenti personalizzati nei servizi di ricerca. Senza aver effettuato l’accesso, puoi disattivare la Personalizzazione della Ricerca nelle impostazioni di Google. Questa operazione non cancella la cronologia, che può essere gestita separatamente attraverso Le mie attività. Anche con la personalizzazione disattivata, Google continua a considerare alcuni elementi del contesto:
- la località da cui viene effettuata la ricerca;
- la lingua della query e le preferenze linguistiche;
- il tipo di dispositivo utilizzato;
- le ricerche recenti che aiutano a interpretare la query corrente.
Questa verifica permette di capire se la personalizzazione produce differenze visibili nei risultati di una specifica query. Non consente, invece, di riprodurre automaticamente la ricerca di un utente che si trova in un’altra città.
Come confrontare i risultati di due ricerche Google
Per confrontare i risultati Google occorre mantenere costanti le condizioni della ricerca e modificare una sola variabile alla volta. La tabella riassume gli elementi da controllare e le differenze che possono produrre.
| Variabile | Da mantenere uguale | Possibile effetto della variazione |
|---|---|---|
| Query | Parole e formulazione della ricerca | Risultati selezionati in base a un intento differente |
| Località | Città o area geografica | Risultati locali e attività differenti |
| Lingua | Lingua della query e preferenze linguistiche | Differenze nelle lingue e nelle pagine mostrate |
| Dispositivo | Smartphone oppure desktop | Layout e risultati potenzialmente differenti |
| Personalizzazione | Stato dell’account e dei Suggerimenti personalizzati | Possibile variazione nell’ordine dei risultati |
| Momento | Data e fascia oraria della verifica | Nuovi contenuti e aggiornamenti dei sistemi |
Nel confronto bisogna distinguere la posizione di un risultato organico dalla sua collocazione visiva nella pagina. Annunci sponsorizzati, mappe, video e altri elementi possono occupare spazio prima dei collegamenti web e modificarne la visibilità, anche senza cambiare il loro ordine nei risultati organici. Per confrontare correttamente due SERP conviene quindi annotare sia la posizione del sito tra i risultati web sia gli eventuali blocchi presenti nella pagina.
Per verificare come cambia una ricerca tra città diverse si può utilizzare Valentin.app, uno strumento che permette di impostare Paese, lingua e località geografica prima di eseguire una query su Google. Confrontando, per esempio, la ricerca commercialista da Roma, Milano e Bari, è possibile osservare le differenze nei risultati locali. La simulazione riproduce un contesto geografico definito, ma non necessariamente la SERP visualizzata da un singolo utente.
Anche la navigazione in incognito presenta dei limiti: utilizza una sessione separata dalla normale cronologia del browser, ma non elimina la località e la lingua della ricerca. Se si accede al proprio Account Google, possono inoltre intervenire le relative impostazioni. Per controlli su numerose query, gli strumenti di monitoraggio SEO consentono di confrontare le posizioni per località e dispositivo.
Per verificare se le differenze riguardano anche la visibilità effettiva del proprio sito, è possibile consultare Google Search Console. Nel rapporto Rendimento, selezionando una query e filtrando i dati per Paese, dispositivo e periodo, si possono confrontare impressioni, clic e posizione media. La posizione media rappresenta un dato aggregato delle impressioni registrate e può differire dalla posizione osservata in una singola ricerca. Esaminare l’andamento su più giorni permette di distinguere le oscillazioni occasionali dalle variazioni persistenti. Se emergono variazioni che richiedono un approfondimento, è possibile richiedere una consulenza SEO per interpretare i dati e individuare eventuali interventi sul sito.


